la citazione del momento

Il riciclaggio del denaro "sporco" rappresenta ormai il contesto ideale per lo sfruttamento intensivo e lucroso delle nuove forme di schiavitù. Il culto feticistico del profitto, o meglio del denaro che produce sempre più denaro, è giunto al suo criminogeno apogeo. Ed è tragicomico vedere e ascoltare il personale politico che amministra i Paesi in cui tutto questo è consentito pontificare ipocritamente sulla tutela, in casa d'altri, dei "diritti umani".
Luciano Canfora - La schiavitù del capitale - Laterza

venerdì 26 agosto 2016

I soliti sciacalli

Non c'è niente, credo, che si possa dire dopo un terremoto che si è portato via un paese intero e centinaia di persone. Niente di utile, niente che non sia già stato detto, niente che possa restituire un figlio o una casa a chi li ha persi.
Però mi viene da pensare che ci sono invece diverse cose che si possono non dire, cose che anzi sarebbe decisamente più opportuno non dire. Si potrebbe per esempio evitare di dire "Ecco, i profughi col cellulare e gli italiani senza casa". Troverei opportuno anche che, mentre si segue il post di un'associazione che si occupa di diritto all'abitare e che sta raccogliendo beni, non ci si trovasse bombardati di notifiche perchè qualcuno vuol esser sicuro che i suoi vestiti dismessi vadano proprio ai terremotati e (non sia mai!!) non ai senzatetto locali o ai migranti sfollati da qualche centro. Troverei poi oltremodo opportuno che un giornale che non merita nemmeno di essere usato come carta igienica quale è Libero, avesse evitato di approfittare della faccenda per mettere in copertina due foto a confronto, evidenziando il fatto che i terremotati stanno pigiati in una palestra e i profughi in hotel; omettendo, ovviamente, che la foto dei profughi era stata scattata a Varese qualche anno fa, quando una quarantina di richiedenti asilo furono spediti dal sindaco leghista in un hotel che stava per essere dismesso.
È successa una cosa terribile, è successa una cosa che solo chi l'ha vissuta può capire. Se provo a immaginare di perdere un familiare mi va semplicemente il tilt il cervello, e immaginare che, ad un certo punto, non esiste più la via che mi porta a casa e tanto meno la casa mi risulta davvero difficile. È successa una cosa mostruosa. Si poteva evitare? Pare di sì. Facciamo che iniziamo a pretendere ristrutturazioni antisismiche? Facciamolo! Ché mi sembra che Norcia e la sua mancanza di danni insegni. Ma facciamolo sul serio, facciamolo quando, tra qualche settimana, il clamore mediatico del terremoto si sarà affievolito che se no il telespettatore si annoia, facciamolo prima del prossimo terremoto. Urliamo finchè non ci ascoltano e chi ne ha il potere eviti la prossima strage. Per il momento invece, se possibile, stiamo zitti. Soprattutto se parlare vuol dire sciacallare sul dolore altrui, ancor di più se lo si fa per seminare odio.

18 commenti:

  1. Purtroppo l'ignoranza e il razzismo di certe persone, non ha limiti e decenza.
    Saluti a presto.

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    1. No, davvero non si ferma davanti a niente!

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  2. Concordo a pieno su quello che scrivi, cavolo! Mi piace qui, ti seguo. Ti aspetto da me.:-)

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    1. Ti seguo anch'io, anche se son spesso taciturna :)

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  3. Ora il governo promette di fare qualcosa... vedremo. I soldi per le infrastrutture si potrebbero spendere per mettere in sicurezza le aree a rischio sismico, anziché per costruire nuove autostrade inutili, no?

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    1. Altroché. Mi fa così tanta rabbia pensare che avrebbe potuto evitarsi..

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  4. Assolutamente d'accordo!!!! Le cose che si sono sentite e lette sui social dopo il terremoto sono state davvero di un'ignoranza e un'ottusità assurde!
    La solidarietà non penso possa essere selettiva.....la vera solidarietà aiuta chi ha bisogno, terremotati, senzatetto o migranti che siano!
    Dovremmo essere uniti, come esseri umani (tutti!), nel pretendere da chi è al potere di impegnarsi seriamente per evitare queste ed altre tragedie evitabilissime e tutelare seriamente le persone, in qualsiasi ambito e situazione, di qualsiasi razza, nazionalità o religione!
    Ma per primi dobbiamo essere noi, individualmente, ad avere a cuore ogni essere umano.....

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    1. Eh, piuttosto che farci guerrieri di una lotta tra poveri che non fa altro che spostare l'attenzione dalle cause vere dello stato in cui versiamo. Ma io inizio a pensare che quei piccoli cervelli che sputano odio su facebook manchino totalmente degli strumenti per arrivare a tale consapevolezza

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  5. L'Italia che sta venendo fuori in questi ultimi tempi non mi piace per nulla, prima che razzista (quindi ignorante, visto che le razze non esistono e, noi europei, salvo poche eccezioni, siamo un sotto gruppo africano che si sostituì all'homo sapiens qualche tempo fa..) e egoista, avida, ridicola... che gente brutta.. la generazione di quelli nati negli anni'40 mi fa ribrezzo, i ragazzini sono quasi sempre completamente rincoglioniti...
    Il terremoto mi ha spiazzato, perché dal 2010 a oggi io stessa ho sentito il terremoto, anche solo se lievi scosse (lievi perché non mi ha buttato giù la casa, ma una mensola in terra, un mac book schiacciato, qualche graffio..quelli si..) e il mio modo di vivere non è più lo stesso...almeno quando sono qui, ai piedi dell'Appennino.. Quando torno a casa, a Pisa, mi sento sempre più tranquilla.. ma insomma.. è un dispiacere immenso quello che ho provato, cerco di tenermi lontana da polemiche squallidi come quelle che giustamente critichi..per fortuna non ho la tv, per fortuna non ho Facebook che, mi sembra, stia diventando quasi peggio della televisione.. Siamo un popolo intollerante e geloso, si criticano i politici per i soldi che prendono, mica per i disastri che ci stanno buttando addosso... si sputa sull'Europa però poi a dire No TIP siamo in quattro gatti, tutti a sparlare dei profughi però poi al bullo rumeno che butta la birretta per terra nessuno ha il coraggio di dire nulla..

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    1. Come quasi sempre, condivido ogni tua parola (a parte i nati negli anni 40, non puoi fare una generalizzazione così tanto ampia, oppure mi è sfuggito il senso di quel che intendevi). E hai tanta ragione sul dire che si criticano i politici per i guadagni ma mai a pretendere qualcosa di più concreto. Il ttip poi che te lo dico a fare, probabilmente nemmeno mia madre, che non è né razzista né troppo ignorante, sa cosa sia. Che brutta fine!

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  6. Hai ragione, soprattutto su Libero ( libero ma de che? )

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  7. Hai perfettamente ragione su tutto. Ci stiamo imbarbarendo e su Facebook c'è il peggio del peggio!

    Sul terremoto c'è una cosa che non capisco e che mi insospettisce: tutta questa storia che non vogliono materiale ma solo soldi. A Firenze la squadra locale di rugby (come aveva fatto per l'Aquila) ha contattato la squadra di Rugby di Rieti e già il giorno dopo il terremoto aveva iniziato a raccogliere i prodotti richiesti da Rieti. La raccolta, come altre sorte nei giorni successivi, è stata fatta sospendere dalla regione perchè dicono che laggiù hanno tutto e vogliono solo soldi. In compenso Sabato scorso la comunità cinese di Firenze e Prato, incurante delle sospensioni regionali, è andata giù e ha portato quattro furgoni di coperte, stoviglie, abiti e alimenti a lunga scadenza... Non ci si capisce niente!

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    1. Ti confesso che anche in me si è instillato il dubbio. Ché non è che uno vuol pensar male, magari hanno davvero problemi di stoccaggio, ma con le robe che son venute fuori sulla protezione civile ai tempi di Bertolaso, uno magari una remora se la fa a dare soldi. Come dire, almeno i vestiti o i pacchi di pasta non se li intascano (credo)!

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  8. Hai scritto parole giuste e sacrosante.
    Io che il terremoto l'ho vissuto, anche se ero solo una bambina, so cosa vuol dire perdere una casa e da un giorno all'altro cambiare vita. Non ho perso nessuno per fortuna ne' tra i parenti ne' tra gli amici più stretti ma questo non rende il ricordo di quei momenti meno vivido! Di fronte alla violenza della Natura si rimane impotenti e ci si sente piccoli come formiche.
    Ne ho sentite e lette tante di stronzate in questi giorni. Hai ragione, è tempo di stare zitti!
    Un bacio
    Francesca

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