la citazione del momento

"I medici sono stati chiari. Un altro colpo così non lo reggi. Vuoi morire?"

Ada lo guarda. Dopo tanti anni Amedeo si sente osservato da lei con uno sguardo vero, intelligente. Lo sguardo che aveva tanti anni prima.

"Tu no?"

E per la prima volta dopo tanti anni lei gli si rivolge con una domanda decisa, vera, piena. Non le solite sciocchezze da sbronza, oppure ordini impartiti con ferocia, frasi senza senso biascicate.

"No. Oggi no."

"Perchè?"

"C'è il sole. Voglio veder nascere il figlio di Sonia. Voglio guardare la prossima Champions League. Voglio grattare la schiena a Ginevra. Voglio comprarmi un'altra bicicletta."
Alberto Schiavone - Ogni spazio felice - Guanda

lunedì 20 agosto 2012

I semi banditi


Immagino siate più contenti quando posto le "good news", questa non è affatto "good" ma mi ha fatto così rabbia e tristezza che ho sentito il bisogno di condividerla.
Riguarda una sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea del 12 luglio, che vieta il commercio di semi tradizionali non iscritti al catalogo ufficiale europeo.

Tutto è cominciato quando la multinazionale francese, produttrice di sementi, Graines Baumax Sas ha denunciato la Kokopelli, un'associazione no-profit, anch'essa francese, impegnata nella salvaguardia e distribuzione delle sementi arcaiche, per il commercio di semi non iscritti al catalogo ufficiale.
In una prima sentenza, la Corte di Giustizia aveva assolto la Kokopelli con la motivazione che le regole per l'iscrizione al catalogo non prendono in considerazione la salubrità dei semi e delle future piante, bensì sottostanno a regole puramente commerciali; inoltre, la commercializzazione di sementi tradizionali è prevista da una deroga della direttiva europea 2009/145/CE. Non c'era quindi alcun motivo di vietare alla Kokopelli la commercializzazione dei suoi semi antichi.

Questo ha spaventato non poco la Graines Baumax, che ovviamente non si è fermata lì ed è ricorsa in appello.
La Kokopelli è stata condannata a pagare 100 mila euro per danni e alla cessazione di ogni attività.
Beh, i soldi non fanno la felicità ma permettono di fare tante cose, come ad esempio corrompere. Io non trovo altre spiegazioni alla sentenza del 12 luglio e la mia capacità cognitiva e critica mi impedisce di credere alla motivazione ufficiale, ossia che il divieto della commercializzazione delle sementi tradizionali ha come scopo "un'accresciuta produttività agricola": abbiamo forse bisogno in Europa di produrre di più? L'Europa è forse un continente che fa fatica a reperire risorse per il sostentamento delle sue popolazioni? A me non sembra.
Semplicemente è lo stesso subdolo gioco che le multinazionali hanno fatto con i contadini indiani, di cui avevo già parlato qui e che ora sono ridotti in miseria e centinaia dei quali si sono suicidati, strozzati dai debiti.
Ovviamente questa sentenza non penalizza solo la Kokopelli ma tutte quelle associazioni che si spendono per preservare e distribuire i semi antichi (a me verrebbe da dire "semi normali"): il naturale diventa sinonimo di criminale. Perchè? Perchè così vogliono le multinazionali. Perchè i semi brevettati li producono loro, come i fertilizzanti per far crescere le piante e i pesticidi per combattere i parassiti che le attaccano. Perchè comprare semi da una Graines Baumax o da una Monsanto vuol dire pagarli di più rispetto ai semi tradizionali, vuol dire comprare pesticidi dalle stesse aziende, vuol dire ricomprarli l'anno successivo perchè sono semi sterili. Vuol dire l'arricchimento sempre maggiore dei giganti e la morte dei piccoli agricoltori, oltre che l'avvelenamento della Terra.

E, come dicevo in apertura, alla rabbia per questi colossali soprusi si aggiunge la tristezza, o, più che tristezza, un senso di sconforto.
Ora posso scegliere di nutrirmi in modo sano andando a fare la spesa dal contadino o dall'allevatore anzichè al supermercato, il contadino mi assicura che sulle sue verdure non ha messo pesticidi, l'allevatore che i suoi animali vengono nutriti in modo naturale. Ma se al contadino non resterà che piantare semi OGM perchè saranno gli unici reperibili? Se sarà costretto ad avvelenarli pur di avere un raccolto? Che senso avrà rifuggire additivi, conservanti e raffinazioni quando il prodotto "naturale" già in sé non è affatto naturale?

E se persino i cosidetti organi di controllo favoriscono questo processo per il quale il mondo è in mano a chi se lo può permettere, cosa sarà della stragrande maggioranza della popolazione mondiale tra un po' di decine di anni? Oggi i cadaveri non si decompongono più, o meglio ci mettono anni e anni, i nostri pronipoti neanche moriranno?
Sì forse esagero, forse in questi giorni sono particolarmente sensibile, fatto sta che così stanno le cose, e secondo me tanto bene non stanno.


fonte: http://ilfattaccio.org/2012/08/17/addio-sapori-antichi-lue-mette-al-bando-le-sementi-tradizionali/


2 commenti:

  1. Avevo letto questa notizia... :-( Io nel mio piccolo cerco di tenere da parte i semi delle piante del mio orto e di scambiarle con amici e conoscenti.. quest'anno ho scambiato con 3-4 persone, è una cosa molto bella perchè quando vedi quella verdura o quella pianta ti viene sempre in mente anche chi ti ha donato i semi!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io non l'ho mai fatto, anche perchè non è da tanto che ci siamo dati alla coltivazione, ma sicuramente da quest'anno cerchiamo di farlo, anche perchè credo a quel che dici della pianta che ti ricorda la persona e credo che lo scambio sia una delle modalità più belle e gratificanti di rapporto umano.

      Elimina

Grazie per essere passato a dire la tua :)