la citazione del momento

Il riciclaggio del denaro "sporco" rappresenta ormai il contesto ideale per lo sfruttamento intensivo e lucroso delle nuove forme di schiavitù. Il culto feticistico del profitto, o meglio del denaro che produce sempre più denaro, è giunto al suo criminogeno apogeo. Ed è tragicomico vedere e ascoltare il personale politico che amministra i Paesi in cui tutto questo è consentito pontificare ipocritamente sulla tutela, in casa d'altri, dei "diritti umani".
Luciano Canfora - La schiavitù del capitale - Laterza

giovedì 21 novembre 2013

Liberi tutti (o quasi)

La notizia del giorno, anzi dei giorni, è senza dubbio il disastro che è successo in Sardegna. Tanto ci sarebbe da dire sull'ennesima tragedia, sulle eventuali responsabilità, sullo scempio idrogeologico cui stiamo assistendo da decenni, sulle morti che forse, come quelle in Liguria di un paio di anni fa, come quelle in Sicilia, come quelle in Irpinia, tanto per citarne alcune, si potevano evitare. E non basterebbe un post né tutta la voce che ho per esprimere la rabbia, la tristezza, la frustrazione.
Quindi ho deciso di condividere una notizia migliore, di cui sarete altrettanto già a conoscenza e che poi, andando ad analizzare a fondo, non si discosta così tanto dall'argomento di cui sopra: sono finalmente stati scarcerati (in realtà, 29 su 30) gli ormai famosi Arctic 30, gli attivisti di Greenpeace in carcere dal 18 settembre, accusati di pirateria e poi di teppismo, per aver assaltato pacificamente una piattaforma petrolifera russa, che stava, appunto, trivellando l'Artico. Ovviamente la notizia è arrivata in Italia suonante più o meno così. "Liberato su cauzione l'italiano degli Arctic 30" oppure "Greenpeace, concessa la libertà a Cristian D'Alessandro". A me un po' queste cose la vena sulla fronte me la fanno gonfiare, come quando succedono tragedie all'estero e si sente "nessun italiano tra le vittime". Che se una vittima parla un'altra lingua proviamo meno empatia?! Ma va beh, quesa è forse un'altra storia. Resta il fatto che, dietro cauzione di non so quante migliaia di euro, il tribunale di San Pietroburgo si è deciso a scarcerare queste persone, che restano comunque in attesa di processo, previsto per l'inizio del 2014. E questa, per ora, è una buona notizia. Come una buona notizia è sapere che al mondo c'è gente come i cosidetti Arctic 30, che si impegna e rischia in prima persona per cercare di impedire alla sete di denaro di ingoiare il pianeta, che investe le proprie risorse affinchè sia impedito l'ennesimo ecocidio. I ghiacciai si stanno sciogliendo, e questo è un dato di fatto, e le grandi compagnie petrolifere si spostano sempre più verso il nord del globo alla ricerca di petrolio da estrarre, e trivellando non fanno che peggiorare la situazione.
Emanuele Colombo descrive perfettamente la situazione in un 1 minuto e 20 secondi di video d'animazione.

12 commenti:

  1. E' una battaglia che vale la pena di portare avanti, ma... fino a che punto ci si può scontrare contro dei colossi? Per loro non si è solo fastidiosi moscerini? Chissà...

    Moz-

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    1. Fino alla fine Moz! O, se preferisci, come diceva qualcuno, hasta la victoria! :)

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  2. Grazie di aver condiviso, da giorni mi ripromettevo di informarmi meglio su questa storia. Mamma mia, il governo russo... grrr...

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    1. Il governo russo fa veramente paura, grrr ma anche brrr...

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  3. E' una buonissima notizia.

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    1. Già! Speriamo vada bene anche il processo!

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  4. intanto per fortuna lo hanno liberato
    la battaglia continua per noi tutti

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  5. La lotta continua, ed è durissimma ... per questo la si continua (distratto come sono, leggo solo ora da te la bella news).

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    1. Non importa il ritardo caro Alli, importa esserci :)

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  6. La cosa più triste è che si stanno lavorando ad uno dei più grandi disastri ambientali per una quantità di petrolio che non durerà più di 3 anni...

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    1. E non oso pensare a cosa sarà passati quei 3 anni...Hai ragione Serena, è davvero triste.

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