la citazione del momento

Il riciclaggio del denaro "sporco" rappresenta ormai il contesto ideale per lo sfruttamento intensivo e lucroso delle nuove forme di schiavitù. Il culto feticistico del profitto, o meglio del denaro che produce sempre più denaro, è giunto al suo criminogeno apogeo. Ed è tragicomico vedere e ascoltare il personale politico che amministra i Paesi in cui tutto questo è consentito pontificare ipocritamente sulla tutela, in casa d'altri, dei "diritti umani".
Luciano Canfora - La schiavitù del capitale - Laterza

martedì 27 novembre 2012

Jose Mujica, il presidente povero

Mi sono imbattuta in questa notizia qualche settimana fa e non potevo non condividerla. In questa mattinata libera ve la racconto.

Jose Mujica è il presidente dell'Uruguay e ha deciso di devolvere il 90% del proprio stipendio alle famiglie più povere del territorio, nonchè di ospitare un nutrito numero di senzatetto nella residenza presidenziale. Tanto lui preferisce vivere in campagna! Sostiene se stesso, sua moglie, senatrice, e i suoi cani con 775 dollari al mese e i proventi del suo orto, i cui prodotti vende in un mercatino popolare.
Qui sotto un servizio che la BBC  ha dedicato al "Presidente povero", è in spagnolo, ma anche per chi non conosce la lingua è abbastanza comprensibile. E poi sono comunque interessanti le immagini: ho trovato particolarmente dissonante la scorta della polizia, dovutagli in quanto Presidente della Repubblica, davanti a quella che assomiglia più a una baracca di nomadi che a una residenza presidenziale!

Sicuramente la decisione di Mujica di vivere in questo modo è stata dettata anche dal suo vissuto, che non si è svolto di certo all'interno dell'aristocrazia locale. Da giovane ha militato nei Tupamaros, un'organizzazione di stampo marxista, ispirata alla rivoluzione cubana, che, tra le altre attività, rapinava banche per redistribuire il denaro ai poveri (anche a voi è venuto in mente il buon Robin Hood?); Pepe era il suo nome di battaglia. Questa attività lo ha portato a scontare 14 anni di carcere, molti dei quali in isolamento, fino al 1985, quando, con la fine della dittatura, è stata concessa l'amnistia a tutti i detenuti militari e politici. Con il partito di sinistra Frente Amplio è stato eletto deputato e poi senatore, fino a diventare, nel 2005, ministro dell'Allevamento e dell'Agricoltura. Già durante questa carica, Mujica era molto popolare per essere un personaggio molto vicino alla gente e attento alle problematiche della popolazione. Nel giugno del 2009 è diventato Presidente della Repubblica.
E che Presidente, aggiungerei!
Sul possesso di beni materiali Mujica fa un discorso molto semplice e a mio parere onesto e per nulla demagogico (d'altronde non si può certo dire che predichi bene e razzoli male):
Ho vissuto in questo modo la maggior parte della mia vita. Posso vivere con quello che ho. Dicono che sono il presidente più povero, ma io non mi sento povero. Le persone povere sono quelle che lavorano solo per mantenere uno stile di vita agiato e costoso, e vogliono sempre di più. E' una questione di libertà. Se non possedete molto, non avete bisogno di lavorare come uno schiavo tutta la vostra vita per mantenere tutto quel che avete. E quindi avete più tempo per dedicarvi a voi stessi”.
Ovviamente, se il Presidente raccoglie tanto consenso per il suo atteggiamento, altrettante critiche riceve il suo Governo dall'opposizione, che punta il dito contro il sitema sanitario e scolastico uruguayano o sull'intenzione di Mujica di legalizzare il consumo di cannabis (che invece a me pare una decisione politica saggia e atta a combattere un nutrito ramo di criminalità organizzata, ma questa è un'altra storia).
Resta il fatto che nel resto del mondo i politici spendono parole sempre uguali in campagna elettorale e durante i mandati, ma agiscono nell'interesse proprio e di pochi, seguendo i dettami dei poteri economici come se non si potesse fare altrimenti, mettono l'interesse del popolo ai margini, come se la politica fosse un gioco fine a se stesso in cui vince chi ha accumulato più denaro approfittando della posizione di potere.
In Uruguay invece c'è un uomo degno di dirsi uomo, un ex guerrigliero settantasettenne che, nonostante sappia cosa voglia dire povertà, non sente l'urgenza di arricchirsi; un uomo con una faccia genuina segnata dagli stenti e dalla lotta che ha messo davvero il suo popolo al centro della propria politica, un servitore dello Stato che onora il significato di questa parola, una persona con uno stipendio normale che cerca di svolgere al meglio il suo lavoro.
In questo momento secondo me particolarmente tragico della nostra politica, questa notizia mi dà speranza, mi fa pensare che non è vero che chiunque acquisti potere ne approfitti, come sono spesso portata a credere.
L'unica nota triste è invece che Jose "Pepe" Mujica si distingue appunto, solitario, da tutto il resto del mondo.


fonti:
www.greenme.it
www.wikipedia.it

8 commenti:

  1. Che notizia fantastica! Davvero grazie per averla condivisa! Anche così si fa informazione "buona" e si contribuisce a cambiare il mondo in cui viviamo.
    Ciao :)

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    1. Anch'io credo che diffondere notizie come questa aiuti a smettere di pensare che "tanto è tutto inutile" e a rendersi conto che davvero un altro mondo è possibile!

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  2. Già lui mi sembra una figura straordinaria, ma che almeno un po' più della metà di un intero popolo l'abbia voluto come presidente, è fantastico. Da oggi in poi mi considero italo-uruguayana :-)))

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    1. Ah ah, ottima idea Patty! Potremmo chiedere la cittadinanza, ma mi sa che non riusciremmo a votarlo alle prossime elezioni: avendo già 77 anni e vista la vita intensa che ha vissuto, magari è anche stanco, anche se qui ci hanno abituati a un parlamento di anziani...

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  3. Ce ne fossero di piu' politici come lui!

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  4. Sì, questa è proprio una storia bellissima. Grazie di averla condivisa.

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    1. Grazie a te di averla ascoltata :)

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Grazie per essere passato a dire la tua :)