la citazione del momento

"I medici sono stati chiari. Un altro colpo così non lo reggi. Vuoi morire?"

Ada lo guarda. Dopo tanti anni Amedeo si sente osservato da lei con uno sguardo vero, intelligente. Lo sguardo che aveva tanti anni prima.

"Tu no?"

E per la prima volta dopo tanti anni lei gli si rivolge con una domanda decisa, vera, piena. Non le solite sciocchezze da sbronza, oppure ordini impartiti con ferocia, frasi senza senso biascicate.

"No. Oggi no."

"Perchè?"

"C'è il sole. Voglio veder nascere il figlio di Sonia. Voglio guardare la prossima Champions League. Voglio grattare la schiena a Ginevra. Voglio comprarmi un'altra bicicletta."
Alberto Schiavone - Ogni spazio felice - Guanda

venerdì 28 giugno 2013

La raccolta differenziata in Germania

"All'inizio degli anni novanta la Germania ha deciso di affrontare il problema del riciclo introducendo la raccolta differenziata dei rifiuti al livello dei consumatori. Le bottiglie con cauzione vengono restituite al negozio. Il vetro senza deposito viene diviso per colore (trasparente, scuro e verde) e messo in raccoglitori pubblici collocati in ogni quartiere - ma non a tarda notte o di mattina presto per evitare il rumore. Bidoni verdi e blu vengono distribuiti a domicilio per la carta e il cartone. Bidoni marroni sono per i rifiuti "organici" - "biodegradabili negli Stati Uniti. Bidoni gialli o buste sono per gli imballaggi e hanno come logo un punto verde e comprendono la plastica, ma anche l'alluminio e le lattine. I bidoni grigi sono per altre cose come i mozziconi, i pannolini e le vecchie padelle. Il contenuto dei bidoni grigi viene bruciato dopo aver rimosso i metalli. I tedeschi vengono tassati solo per il peso dei rifiuti che mettono nei bidoni marrone, blu e verde. Il Programma del punto verde per gli imballaggi, destinati ai bidoni e sacchi gialli, è finanziato dalle industrie che li producono. Sono loro che pagano i camion, il personale che guida i mezzi di raccolta, e il personale che divide i rifiuti. Quando si parla di imballaggi, il concetto chiave è che è il produttore a pagare. Come regola di principio, il costo è circa un euro a chilogrammo di imballaggio, ed è fissato in base ai costi effettivi del riciclo di questi materiali".

da L'oceano di Plastica, Charles Moore e Casandra Phillips

Parliamone.

18 commenti:

  1. L'ho sempre detto, io, che volevo vivere in Germania.

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    1. Anche Francesco si trasferirebbe a Berlino da domani, o forse anche da stasera, ma è così lontana dal mare!

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  2. Prima di iniziare questa politica virtuosa ed efficientissima avevano costruito un sacco di inceneritori che non sanno più con cosa riempire, perché la quantità di rifiuti non riciclati da smaltire è drasticamente diminuita. E infatti li importano dall'estero.
    Naturalmente, non c'è verso che i nostri mediocrissimi amministratori provino semplicemente a "copiare" chi è più bravo di loro. No, non solo non sanno fare, ma sono talmente scarsi da non saper nemmeno copiare. E parlano ancora di inceneritori da costruire.
    Intanto qui a Roma Malagrotta, che ancora riceve rifiuti tal quale (nonostante tutte le frottole che raccontano) è stata prorogata per "soltanto" altri tre mesi (e trent'anni!). Ne riparliamo alla fine di settembre, credo che ci sarà ancora da dire... grrrrr...

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    1. Grazie Paola per aver aggiunto qualcosa al mio post. Sì, non per essere pessimista ma credo proprio che ci riparlerai di Malagrotta a settembre... Avevo letto anche che, non ricordo in quale paese scandinavo, pensavano di "importare" rifiuti perchè non ne avevano abbastanza da utilizzare per produrre energia (anche questo è troppo complicato per i nostri mediocri e corrotti amministratori). Il problema italiano credo sia semplicemente non il non saper copiare ma il fatto che, evidentemente, un procedimento del genere non permetterebbe a pochi di lucrarci ma sarebbe un vantaggio per tutta la popolazione.

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    2. Ecco, io non lo volevo dire, e l'hai detto tu :)

      Grazie mille per il messaggio su fb! Purtroppo non posso rispondere, sono ancora bloccata :( e dunque lo faccio qui: grazie mille, cara Cri

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  3. noi siamo di un altro pianeta, non c'è niente da fare.

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  4. In perfetto stile tedesco, nella provincia di Treviso, riciclo cosi da 13 anni!!!! In casa abbiamo: verde x secco non riciclabile, gialli x carta, blu x vetro, alluminio e tetrapak, e imballo leggeri. Un altro marrone per l'umido e sacchi per le foglie. calendario ci ricorda quando passano a svuotare i bidoni. X olio ci hanno abituato a raccoglierlo in una tanica e svuotarla al centro raccolta rifiuti. In questo posto, in appositi container, svuotiamo pure ingombranti, pile, ecc... Si ricicla sopra 80%, i nostri comuni passano come i ricicloni d'Italia. Il cambiamento è stato mentale, le abitudini stravolte, ma ce la si può fare.
    alto capitolo, per ridurre gli sprechi, è scegliere prodotti con meno imballo possibili, utilizzare borracce x acqua, Moon cup al posto di assorbenti, pannolini lavabili (da noi li finanziano certi comuni), autoprodurre, farsi un orto (magari sul balcone), borse di stoffa, fazzoletti di stoffa, pulirsi con tovaglioli di stoffa... Si può!!!!! :)

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    1. Hai ragione, le buone abitudini fanno tanta differenza e autoresponsabilizzarsi piuttosto che dare semplicemente la colpa a chi amministra è fondamentale. Ad ogni modo il tuo commento dimostra che quasi sempre i cambiamenti positivi, come ho sostenuto e dimostrato in diversi post precedenti, partono dal basso, cioè dalle amministrazioni locali. Quindi grazie per il tuo contributo :)

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  5. Confermo quando dice la mia amica Sole, qui in Veneto da 5 o 6 anni, tutti i comuni della zona hanno iniziato a fare la raccolta differenziate, con sacchetti di colori diversi per secco, umido, carta, ecc. in linea con quanto scritto nel pezzo che citi. Da dire, che a me, tutti questi sacchi di immondizia davanti alle case non piacciono affatto, preferirei di gran lunga delle aree con dei bidoni diversi, come prima, dove ognuno va a differenziare (il problema è che così pochi andavano a differenziare, buttando via a casaccio). Pensavo che questo sistema, cosiddetto porta a porta, fosse diffuso in tutta Italia ... mi meraviglio non lo sia in Emilia-Romagna, che so sempre all'avanguardia (forse perché tu abiti in città, e in città è più problematico, anche da noi in città non fanno il porta a porta). Per quanto riguarda il pagare la bolletta in base a quanto produci, questa è un'utopia, in particolare se non si cambia la politica europea, che con pareggio di bilancio in Costituzione e altre amenità del genere (benedette dalla Bundesbank e dalla Sig.ra Merkel), strozza stato centrale e comuni, e così le bollette salgono alle stelle (probabile, che per compensare il mancato introito dell'IMU sulla prima casa, rendano salata la Tares, la nuova tassa sui rifiuti ... ma stiamo a vedere le cazzate che faranno).

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    1. In realtà la differenziata la fano così anche da noi, in periferia ci sono i bidoni di vari colori e in centro vige il porta a porta (perchè le file di cassonetti erano antiestetiche...), ma, sempre in centro, raccolgono solo plastica e carta, il resto è indifferenziato. E per di più pare che comunque, alla fine, la plastica la brucino anzichè riciclarla. Riguardo alla tares, ho preso la bolletta dalla cassetta un paio d'ore fa...chetelodicoaffare!

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    2. In realtà, la tares che hai preso ora, è solo un acconto, devi attendere le decisioni del governo, che vuole riformare imu e tares, quindi solo a settembre o dicembre, potremmo valutare l'entità della stangata.

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    3. Sì l'ho letto sulla bolletta, ma intanto quest'acconto era di 25 euro più alto di quello dell'anno scorso, tanto per non farsi mancare niente :)
      Per il resto aspettiamo fiduciosi (...)

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  6. Purtroppo in Italia la raccolta differenziata rimane un miraggio.
    Saluti a presto.

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    1. L'unica speranza sono le amministrazioni locali: alcune, come abbiamo viato, ci si impegnano seriamente.
      Buona settimana a te :

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  7. Inutile ripetersi, ma il Nord Europa è davvero avanti in queste cose... mi trasferirei li! Eppure in Veneto c'è un'ottima raccolta differenziata, con risultati davvero invidiabili ma il concetto di trasferire il peso economico del rifiuto su chi produce gli imballi è davvero un enorme passo in avanti!

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    1. Esatto, ormai dai commenti sopra mi par di capire il Veneto vinca in quanto a raccolta e smaltimento dei rifiuti, ma tu hai centrato il "quid" del post: quanto cambiano le cose se a pagare è chi produce? se, in un certo senso, il cerchio si apre e si chiude nello stesso punto? Eh, la Germania...

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Grazie per essere passato a dire la tua :)