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Dopo la Giornata della Terra

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L'altro ieri, domenica 22 aprile, coincideva con la Giornata mondiale della Terra, la nostra povera Terra martoriata e bistrattata, e quindi grandi iniziative, bei discorsi, tutta l'attenzione richiamata sul problema che il nostro pianeta non ci sosterrà ancora a lungo se non siamo noi a renderci sostenibili. Tutti più buoni, tutti (ma magari fossero tutti davvero!) a fare qualcosa di ecologico, a non inquinare almeno oggi. E poi ieri? Tutti buoni anche ieri o, come si suol dire da qualche parte al sud "passata la festa, gabbatu lu santu?" Che senso ha ricordarsi una volta l'anno che stiamo terminando le risorse a nostra disposizione? Che teniamo uno stile di vita che non ci possiamo permettere? Che migliaia di specie animali si sono estinte a causa dell'inquinamento? Che tra un po' nel mare ci sarà più materiale inerte che esseri viventi? Personalmente, per la Giornata della Terra avevo una rara e preziosa domenica libera, e ho pensato bene di festeggia…

La mia prima kokedama

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Kokeché? Non fate finta, lo so che lo avete pensato! Tranquilli, anche io prima le identificavo con qualcosa tipo "quelle palle di muschio che si appendono e da cui esce una pianta..." Ma ora, grazie al regalo di compleanno delle mie amiche, non solo ne conosco il nome, ma so pure come si fanno! Sabato scorso ho passato più di tre ore con un maestro e altre sei persone ad ascoltare e osservare lui e a sporcarmi le mani di torba e di argilla, a riempirmi le narici di profumo di terra e essere alla fine persino fiera del mio lavoro! Il vivaio dove si teneva il laboratorio è uno dei luoghi che mi piacciono di più a Bologna e dove di solito mi rifornisco di semi e piante: non penserete infatti che io sia riuscita a venir via solo con la mia kokedama! Ho preso un bel lampone da trapiantare in giardino e persino una t-shirt, visto che lo spazio è condiviso non solo con una libreria ma anche con un laboratorio di serigrafia artistica (che bello sporcarsi ed essere costretti a comp…

Crema all'arancia facile, vegan e pure senza glutine

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Arieccomi qua! Tra cambio sede di lavoro (sono finalmente riapprodata nella libreria del centro, pagando pure il pegno di dover passare 5 mesi allestendo e lavorando nella nostra libreria all'interno di in un posto bruttissimo, fintissimo e mangiasoldi che si spaccia per il regno delle eccellenze italiane e che non merita nemmeno di essere nominato), i miei in visita, i lavori dell'orto, sono scivolati via un bel po' di giorni dall'ultimo post. Tra i suddetti giorni c'è stato anche quello del mio compleanno, e tra i regali più graditi c'era una busta straripante di arance di giardino, il che, oltre a offrirmi ottime spremute a colazione, mi ha fatto ricordare di questa ricetta che volevo condividere con voi. Potete approfittare delle ultime arance della stagione, o conservarvela per le prossime :)
L'ho fatta una sera in cui avevo a cena qualche amica, tra cui Marta, quella grazie alla quale ora so un sacco di cose sulla celiachia. Non mi piace molto prepar…

Buona primavera girasoli!

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Oggi, alle 17:15 e finalmente anche quest'anno, c'è stato l'equinozio di primavera, quel momento che aspetto con ansia tutti gli inverni. Certo ancor di più aspetto l'avvento dell'ora legale, ma ci siamo quasi anche per quella; diciamo che anche questo inverno, pure coi suoi colpi di coda, l'abbiamo sfangato e adesso è tutta discesa! Questa per me è una primavera particolare, è la prima primavera che passo in questa casa, cioè è la prima primavera che trascorro in un giardino da quando avevo cinque anni e ci trasferimmo in un appartamento senza giardino. E quindi innanzitutto è una primavera di sorprese! Ché io mica lo sapevo che un bel giorno avrei aperto la porta finestra e avrei trovato tappeti di violette! Va bene tarassaco, margherite e nontiscordardimè (o occhi della Madonna o, tecnicamente, veronica), quelli me li potevo aspettare, ma le violette?! Io ho sempre adorato le violette! E profumano anche eh! Di quel profumo che mi ricorda certe passeggiate co…

Rosamund Young dixit

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È nozione comune che animali come i gatti, i cani e i cavalli, che vivono di solito in piccoli gruppi e sono trattati ognuno con attenzione, possono mostrare segnali di noia o tristezza, struggersi, provare dispiacere e rivelare un certo malessere. Le galline, di solito, vengono allevate in gruppi talmente grandi che controllarle come individui è impossibile, e quindi si tende a pensare che, dato che non attirano l'attenzione di chi le accudisce, evidentemente non hanno nulla di cui lagnarsi. [...] Gli animali felici crescono più rapidamente, sono più sani, creano meno problemi e, sul lungo periodo, garantiscono maggior profitto quando si prendano in considerazione tutti gli altri fattori, quali la nostra salute e quella dell'ambiente.
La vita segreta delle mucche - Rosamund Young, trad. A. Di Gregorio - Garzanti
Non poteva non incuriosirmi un libro con questo titolo, scritto da una donna che in una fattoria ci è nata e invecchiata. Leggerlo è stato come guardare un cartone an…

Nueve mujeres en Madrid

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Era dall'inizio di gennaio che aspettavo il week-end appena passato. Lo aspettavo da quella sera in cui ci siamo riunite a casa di Eva e, dopo vari dibattiti, e proposte e bocciature, e qui fa troppo freddo e qua ci son già stata, e lì costa troppo e là non mi piace, abbiamo comprato nove biglietti di andata e ritorno per Madrid. A Madrid ci ero già stata, in realtà ci eravamo state quasi tutte, ma non con Natalia, madrilena trapiantata da quindici anni in Italia nonché appunto una delle persone che frequento abitualmente e felicemente. E poi un viaggio in Spagna per me non è mai superfluo, adoro l'aria che si respira, adoro la lingua così musicale, adoro la rilassatezza degli spagnoli, i loro tempi lenti, e il fatto che sia normale bere una birra alle 13 :D Se andassi via da Bologna, sceglierei senza dubbio una città spagnola! E comunque Madrid non l'avevo di certo vista tutta, e soprattutto non l'avevo vista con un'autoctona con cui condivido interessi, punti di…

Libri in movimento

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In via Paolo Fabbri abita una donna che mi piace tanto. Avete presente quelle donne semplicemente belle? Quelle che anche se le vedi in vestaglia a novant'anni compiuti non puoi non riconoscere quanto siano belle? Ecco, lei è così, non so se abbia novant'anni ma so che non ne ha quaranta, è alta e magra e porta i capelli raccolti in una crocchia, ha un sorriso delicato e un portamento elegante, ha una bicicletta con un cestino tutto fiorito e ha un gatto. Io del gatto lo so perchè ogni tanto dal suo giardino, quasi confinante col mio, la sento chiamare Pilù, che di giardino in giardino e di tetto in tetto chissà ogni volta dove si è cacciato/a; ma lei chiama e chiama finché Pilù non arriva, e chiama con una voce così delicata, così affettuosa, così accogliente e piena di promesse che quando la sento io vorrei solo essere Pilù e fiondarmi a zampe levate tra le sue braccia! Lei per me è La Signora dei libri. Che c'entrano i libri? Ma se è proprio per questo che vi sto racco…