la citazione del momento

Il riciclaggio del denaro "sporco" rappresenta ormai il contesto ideale per lo sfruttamento intensivo e lucroso delle nuove forme di schiavitù. Il culto feticistico del profitto, o meglio del denaro che produce sempre più denaro, è giunto al suo criminogeno apogeo. Ed è tragicomico vedere e ascoltare il personale politico che amministra i Paesi in cui tutto questo è consentito pontificare ipocritamente sulla tutela, in casa d'altri, dei "diritti umani".
Luciano Canfora - La schiavitù del capitale - Laterza

lunedì 27 marzo 2017

Biscotti di primavera al cioccolato

Io ve lo avevo detto che la costanza non è il mio forte! Ma non ho solo saltato un paio di lunedì di ricette, non vi ho nemmeno augurato buona primavera, né vi ho scritto ieri per gioire insieme a voi dell'atteso ritorno dell'ora legale. E vi immagino voi lì, preoccupati e indispettiti, a chiedervi perchè non ci fossero musiche, danze e festoni su dovegira... La scusa verità è che quest'anno la primavera pare stia portando davvero grandi novità da queste parti (no, non sono incinta!), ma per scaramanzia ve le racconterò quando saranno definitive, ché l'esperienza insegna e mette pure un po' d'ansia, quindi facciamo le cose con calma e parliamo d'altro. Per esempio degli ultimi biscotti sfornati! Perchè di primavera? Perchè sono belli, buoni, dolci, confortevoli e profumati. E anche perchè un augurio, accompagnato da un dolcino, vale di più; e anche un ritardo, se accompagnato da un dolcino, magari è perdonabile...no?
 
La ricetta è ispirata alla frolla di Marco Bianchi, a cui anche stavolta non ho resistito ad apportare delle modifiche.
 
Ingredienti (i miei):
100 gr di farina integrale di farro
100 gr di farina integrale di riso
50 gr di farina di frumento di tipo 2
20 gr di cacao amaro
60 gr di zucchero di canna mascobado
60 gr di acqua
60 gr di olio
una decina di noci
una manciata di mirtilli rossi essiccati
un cucchiaino di lievito per dolci
 
Procedimento:
In una terrina mescolare le farine, il lievito, il cacao setacciato, le noci tritate grossolanamente e i mirtilli tagliuzzati. A parte, sciogliere lo zucchero nell'acqua, aggiungervi l'olio e versare il tutto nella ciotola con gli ingredienti secchi, mescolare e lavorare per formare un panetto da tenere in frigo per un'ora almeno (io lo lascio nella ciotola coperta da un piatto, senza stare a sprecare pellicola). Stendere poi la pasta fino a un'altezza di mezzo centimetro circa e ricavare i biscotti con un tagliabiscotti o, in mancanza, con un bicchierino rovesciato. Infornare per 15 minuti e godersi l'invasione di profumo di cioccolato nell'attesa che i biscotti raffreddino.

Che la primavera vi porti colore, dolcezza, sorrisi e buone nuove!

mercoledì 15 marzo 2017

I bambini non sono razzisti

È stata una settimana difficile, di giornate passate tra lavoro, treni e ospedale e di uno zio a cui volevo tanto bene e che se ne è andato un po' troppo presto.
Ma non mi sono dimenticata di una notizia che avevo letto sulla pagina facebook di Enjoy life, e che aspettava di essere condivisa da queste parti; non è quindi fresca di giornata ma vale la pena riportarla, anche in ritardo, prima di scappare al lavoro.
La storia è questa: in una scuola media della provincia di Vercelli è stata fatta girare una circolare che recitava così: “A partire da oggi, con effetto immediato, gli alunni con entrambi o anche solo un genitore di origine non italiana seguiranno le lezioni scolastiche in un’aula diversa rispetto a quella del resto della classe”. A ciò si aggiunge anche l'obbligo per i suddetti alunni di sostenere due esami in più alla fine del ciclo scolastico.
La circolare era fasulla, serviva a portare i ragazzi a parlare delle leggi razziali del 1938, partendo da un punto di vista decisamente insolito. Ed è stata anche una sorta di esperimento, per testare le reazioni degli alunni (quelli stranieri erano invece al corrente dello "scherzo"). Perchè riporto la notizia? Perchè pare che la nuova regola abbia suscitato un coro di proteste e tanta indignazione: chi ha chiamato la preside per pretendere spiegazioni, chi voleva coinvolgere il Ministero dell'istruzione e organizzare manifestazioni, chi ci teneva almeno ad accompagnare il compagno o la compagna nell'aula della segregazione. E a me questa reazione è piaciuta tanto! Mi ha dato fiducia e speranza, mi ha fatto pensare che allora le nuove generazioni non sono affatto male. Mi ha fatto pensare che queste testoline pensanti, scevre da condizionamenti dovuti a slogan razzisti urlati in tv o a un giornalismo tendenzioso che sembra esistere solo per dipingere lo straniero come la causa di tutti i problemi, si sono semplicemente e immediatamente rese conto che una regola del genere sarebbe stata iniqua e ingiusta. Bravi! Speriamo non si rincoglioniscano con l'età...

lunedì 6 marzo 2017

Linguine eccezionali al pesto di cavolo nero

Negli ultimi mesi abbiamo sperimentato tanto in cucina, e alcune cose ci sono venute, modestamente, davvero bene! Il problema è che l'ordine non è proprio di casa qui, e mi dimentico sempre di segnarmi ingredienti, quantità e procedimenti e la cucina è piena di foglietti volanti. Sì, ce l'avrei un quaderno per segnarle ma risulta sempre una gran confusione, per cui ho pensato che forse ricominciare a scriverle sul blog potrebbe essere la soluzione, ché almeno qui stanno belle sistematine nelle varie categorie. 
Per cui, salvo incursioni di quella maledetta incostanza che mi contraddistingue, vi beccate la ricetta del lunedì e ve la beccate pure vegetariana o vegana, perchè è così che cucino e perché anche gli onnivori non mangiano mica animali tutti i giorni!
Oggi pasta, non la mangiamo spesso e, da quando non la mangiamo spesso, la mangiamo molto più volentieri! Eccezione delle eccezioni, non era nemmeno integrale, ma ci ritrovavamo questo pacco di linguine in dispensa e ce le siamo godute fino all'ultima! Soddisfacendo anche la voglia di un condimento semplice e fresco.

Ingredienti:
un mazzetto di cavolo nero, finché se ne trova,
30 gr di mandorle pelate,
1 spicchio d'aglio,
la buccia e il succo di mezzo limone,
olio evo, sale, peperoncino tritato

Procedimento, difficilissimo come sempre:
Ho lavato le foglie di cavolo, le ho spezzettate grossolanamente con le mani e le ho asciugate nella centrifuga per l'insalata per accelerare i tempi. Ho messo nel tritatutto le mandorle e l'aglio e ho tritato a scatti per non surriscaldare la faccenda, finché non ho ottenuto quasi una pappa (le mandorle, a meno che non siano proprio tarocche, rilasciano olio); poi ho aggiunto il cavolo un po' alla volta e solo prima dell'ultimo giro il succo del limone, l'olio e il sale.
A cottura della pasta ultimata, l'ho scolata e condita e, una volta impiattata, ho spolverizzato di peperoncino e buccia di limone grattugiata e dato un ultimo giro d'olio. Che dire? Bona! Anzi, eccezionale :D Quanto poi vanno d'accordo il cavolo nero e il limone non mi stancherò mai di dirlo.
Che aggiungere? Che vi auguro una sorridente e pacifica settimana!

martedì 28 febbraio 2017

Il dissenso non è una bufala

Io me lo ricordo quando si iniziò a parlare di blog. Non so perchè lo ricordo così bene, eppure mi ricordo che ero a tavola con i miei e il telegiornale parlava di questa sorta di diari personali online, uno spazio dove una persona scriveva quel che le passava per la testa e qualcuno che fosse interessato poteva leggerlo e persino commentarlo. Da allora è passato tantissimo tempo, è vero, non vivo più con i miei da quasi ventidue anni e non guardo il telegiornale, e i blog sono molto cambiati, ci sono tanti blog, ad esempio, che fanno informazione. Anche questo blog a volte fa o cerca di fare informazione, ma quando lo fa non inventa niente e cita sempre le fonti. Eppure, se passasse l'assurdo disegno di legge presentato qualche settimana fa al Senato dall'ex cinquestelle Adele Gambaro, io rischierei multa e/o galera ma la testata giornalistica da cui ho preso la notizia ne uscirebbe pulita. Eh sì, perchè le testate giornalistiche registrate non sono contemplate nel decreto.
grazie Ofelia Deville per il banner
Allora mi chiedo: che senso ha? Qual'è il fine del ddl se le notizie diffuse dai giornali si prendono per buone a prescindere? A un certo punto il testo recita: "...con il diffondersi dei social-media il pericolo di contaminare internet con notizie inesatte o infondate o, peggio ancora, con opinioni che seppur legittime rischiano di apparire più come fatti conclamati che come idee, è in crescita esponenziale." Seppur legittime?! Un'opinione è sempre legittima!! Può essere condivisibile o meno, ma è un'opinione ed è legittima in quanto tale. Che si fa dunque? Si punisce una persona per un'opinione? Si punisce una persona perchè altre persone sono incapaci di distinguere una notizia da un parere personale? Non sarebbe allora il caso di lavorare sulla cosiddetta alfabetizzazione digitale, come il ddl finge di voler fare ma poi come unica soluzione trova quella di impedire di esprimere opinioni (scusate l'estremismo)? Ma siamo allora proprio sicuri che lo scopo sia quello di evitare la circolazione di notizie false sul web? A me, onestamente, qualche dubbio viene. Anche perchè un blog di solito lo dice chiaro di non essere una testata giornalistica, e se una persona non è in grado di distinguere tra un blog e una testata giornalistica, e qui mi ripeto, forse bisognerebbe insegnare a quella persona a muoversi nel web piuttosto che controllare che un blogger stia ben attento a sottolineare che la sua è un'opinione e non una notizia oppure che la notizia l'ha presa da una testata giornalistica che sarebbe a dir poco tenuta a non dare notizie false. 
Certo il ddl si propone anche quale arma di contrasto alla diffusione di materiale pedopornografico e alla diffamazione in rete. Peccato che poi si perda per strada e si dimentichi di questi obiettivi man mano che va avanti, concentrandosi solo sulla questione delle bufale in rete. Perchè, scorrendo il testo, non ho visto, che so, la proposta di considerare reato la diffusione di foto e video pornografici di cui gli interessati non hanno autorizzato la diffusione. Ci piacciamo, magari ci amiamo pure, mi mandi un video o una foto tua un po' "spinta", poi non ci amiamo più e io per dispetto faccio girare quel video o quella foto per il web per imbarazzarti, danneggiarti, farti morire (sì anche letteralmente come sappiamo) di vergogna. E resto impunito. Perchè in Italia e sottolineo in Italia non c'è una legge che punisca il mio comportamento. E nemmeno un disegno di legge al riguardo.
In questo articolo il docente di informatica giuridica Giovanni Ziccardi spiega la faccenda in modo meno emotivo e più approfondito di quanto abbia fatto io (o forse è solo una sua opinione, confido nella vostra alfabetizzazione digitale per porvi con il giusto approccio di fronte alla lettura dell'articolo).
Anche l'articolo di Marco Viviani l'ho trovato molto interessante, persino rincuorante.
Infine, questo post, benché molto sentito, probabilmente non lo avrei nemmeno scritto in questi giorni un po' pieni di cose da fare se non fosse stato per il Cavaliere oscuro del web, che benché io non conosca di persona stimo tantissimo, che ha un senso della giustizia come tutti dovrebbero avere, che è riuscito con una sua iniziativa a mettere insieme le voci, o meglio le tastiere, di tanti blog e siti che stamattina, contemporaneamente, hanno detto, anzi scritto la loro al riguarda. E di cui sono fiera e grata di far parte. Non sono riuscita a linkare in questo post tutte le suddette voci, ma vi rimando al suo blog al proposito.

martedì 21 febbraio 2017

Barcellona città accogliente

Come poteva una good news di tale portata non passare di qua? Come potevo perdermi la possibilità di parlare di migranti senza, una volta tanto, dover riportare notizie cattive quando non aberranti, o dover cercare quelle buone col lanternino?
Bella questa manifestazione! Bella in quanto manifestazione, bella per le ragioni che l'hanno motivata, bella perchè proprio queste ragioni hanno portato 160.000 persone (secondo la questura, che sappiamo va sempre al ribasso) ad unirsi al corteo, bella perchè è stato addirittura il sindaco a indirla, non collettivi, non centri sociali, non sindacati, non gli usuali "addetti" insomma, ma una figura istituzionale. E Ada Colau è la figura istituzionale che tutti vorremmo alla guida della nostra città. Credo. Io la vorrei eccome! Perchè lei è una che fa sul serio eh, mica chiacchiere da campagna elettorale, mica promesse che vengono poi puntualmente dimenticate subito dopo le elezioni. 
D'altronde lei "dall'altra parte" c'è stata, c'è stata vent'anni a fare attivismo politico, a battersi per i diritti dei cittadini e soprattutto per il diritto alla casa. È stata, ad esempio, leader della Pah (Plataforma de Afectados por la Hipoteca), che dal 2009 lotta contro gli sfratti e contro il pignoramento della casa di chi, a causa della crisi economica, non riusciva più a far fronte al mutuo. La Pah ha raccolto un milione e mezzo di firme per chiedere al governo la modifica della legge sui mutui; la riforma non è mai stata fatta, ma nel 2013 il Parlamento europeo ha conferito alla Pah il premio di cittadino modello.
Non so, io un candidato sindaco la cui priorità è il diritto all'abitare lo voterei anche se non fossi d'accordo col resto del programma! E la Colau non è di quei personaggi cui siamo abituati, quei personaggi "contro" che se poi capita che raggiungano una qualche seggiolina comoda, all'improvviso va tutto bene, all'improvviso non c'è più niente contro cui lottare se non la voglia di lottare delle persone che non hanno raggiunto nessuna poltrona e non vi aspiravano nemmeno. Mi viene in mente, non so, un Cofferati sindacalista che ha portato in piazza un milione di persone e un Cofferati sindaco con cui mi sono scontrata da rappresentante sindacale che lottava per il proprio posto di lavoro e per quello dei suoi colleghi. E non è stato uno scontro edificante, proprio per nulla, se non per aiutarmi a capire che persino "Bologna la rossa" sa essere di sinistra in un modo che non c'entra niente con quello che ritengo significhi essere di sinistra.
La Colau, ben lontana da logiche di poteri e favori, è rimasta fedele a se stessa e ai propri principi, ha semplicemente cambiato posizione istituzionale. Dalla guida della lotta alla guida della città. Ha indetto una manifestazione che un altro sindaco avrebbe al limite autorizzato (e, nel caso, blindato). Ha indetto una manifestazione giusta, perchè gli accordi con l'Unione europea erano diversi e dei 16.000 profughi che la Spagna si era detta disposta ad accogliere, ne sono stati accolti 1.100. Ha guidato una marcia pacifica volta a far sentire la sua voce e quella dei suoi concittadini, una voce unica che si dice felice di accogliere, sostenere e integrare. C'è chi ha cercato di strumentalizzare anche un avvenimento bello come questo, sostenendo che fosse solo una scusa per alimentare lo scontro tra Catalogna e governo spagnolo e lavorare per l'indipendenza catalana. A me invece è parso proprio che il senso della manifestazione fosse chiaro e pacifico, che non c'entrasse niente in questo contesto l'indipendenza, mi è parso piuttosto di vedere una città che richiama lo Stato sugli impegni presi, una città che si vuole rendere operativa ed efficace ma può farlo solo fino a un certo punto senza la collaborazione dello Stato (tenuto a riconoscere l'eventuale stato di rifugiato o richiedente asilo), una città che non alza muri e non sbatte porte in faccia, una città che non chiude centri sociali per aprire caserme (sì, perdonatemi, sto di nuovo parlando di Bologna, ma cercate di capire che ho il dente avvelenatissimo per questa faccenda!).
Ah, scusate se ne ho parlato solo oggi, martedì, arrivo davvero in estremo ritardo: la manifestazione c'è stata sabato scorso ma il tema, mi pare di capire dalla mia personale rassegna stampa, è diventato notizia vecchia e dimenticata già da ieri, lunedì.

mercoledì 15 febbraio 2017

Filomena Grimaldi, la libraia brillante

Un paio di sere fa abbiamo visto Hidden figures, il film tratto dal libro di Margot Lee Shetterly che racconta la storia di tre donne afro-americane il cui contributo è stato fondamentale nelle prime missioni spaziali della NASA.
Il film ci è piaciuto tanto; Fra, nel vedere che ancora esistevano, per esempio, i bagni separati per le persone di colore, continuava a dire "Ma ti rendi conto che erano già gli anni '60 e ancora c'erano gli Stati segregati?!". In effetti l'essere donne e l'essere pure colored decisamente non aiutava. Ma non volevo parlare del film, bensì del fatto che il film mi ha fatto tornare in mente una persona di cui avevo letto tempo fa, una libraia che immagino non ne potesse più di sentire continui pregiudizi e stereotipi di genere e che ha deciso di offrire un caffè a chiunque acquistasse un libro di stampo scientifico da regalare a una bambina.
Da "collega" la capisco benissimo. In libreria è un continuo averci a che fare con questo tipo di pregiudizi. Proponi un libro sul corpo umano, o un libro di esperimenti e ti senti rispondere "No ma è una bambina!" Qualche settimana fa è venuta una donna, anche giovane (lo dico perchè immagino che le persone più giovani siano un po' più libere dai pregiudizi...ma evidentemente non è così!), a cambiare un libro perchè l'aveva preso per suo figlio di 5 anni ma si è accorta che la protagonista era femmina, precisamente un pesce femmina! Che poi parliamo di "Alla ricerca di Dory" della Disney, lo spin-off di "Alla ricerca di Nemo" che immagino sia piaciuto a bimbi e bimbe (era piaciuto anche a me!). Quindi, secondo la signora, a un bambino dovrebbe venire negata la visione, o la lettura, del seguito di un film o libro che aveva sicuramente amato perchè un personaggio secondario femminile del primo è diventato protagonista del secondo? Che senso ha?! Ma soprattutto, dov'è il problema? Qual è il pericolo? Il bambino potrebbe immedesimarsi in un pesce pagliaccio femmina e diventare gay (non sia mai!)?
Quando succedono queste cose, oltre a non riuscire a evitare di guardare il o la cliente di turno con aria di sufficienza se non di disgusto, penso a quella nonna che adoro e che compra storie di principesse per il nipotino "perchè a lui piacciono e non mi importa se i genitori non vogliono, glieli leggo quando viene da me!". Ma devo dire che per una così ce ne sono almeno dieci come la signora di Dory.
Ma era di Filomena Grimaldi che stavamo parlando, e della sua libreria "Controvento" (una nome che la dice lunga) di Telese Terme, un paese a 30km dal mio paese di origine, una libreria che quindi non mancherò di visitare al prossimo giro campano. La faccenda del caffè offerto ha in realtà avuto origine da questo cartello, affisso appunto dalla sorella di Filomena.
La foto è finita su facebook ed ha avuto così tanti like da accendere una lampadina nell'illuminato cervello di Filomena. E pare che la sua iniziativa stia anche avendo un discreto successo, visto che, andando qualche ora fa a spulciare sulla pagina facebook della libreria, ho trovato con gioia il seguente aggiornamento di stato, risalente a qualche giorno fa: In questi giorni grazie alla nostra petizione per i libri scientifici alle bambine, stanno arrivando tanti genitori curiosi a mettere a soqquadro lo scaffale di scienze Per arricchire il catalogo, la vostra libraia studia la bibliografia curata dalla Biblioteca Salaborsa #Bologna sezione ragazzi per l'11 febbraio Giornata Internazionale per le Donne e le Ragazze nella Scienza!
E dire che questa è una battaglia che nel 2017 si dovrebbe ritenere anacronistica, perchè se un Fra si stupisce della fatica che hanno fatto a emergere tre scienziate donne di colore nei primi anni '60, non può essere che nel 2017 i libri scientifici siano considerati appannaggio esclusivo dei maschi. Non si può negare a prescindere una lettura scientifica a una bambina dando per scontato che non le interessi e che le interessino solo storie di principesse salvate da un principe che farà loro il favore di sposarle. Io e le mie sorelle abbiamo ridotto a uno straccio il libro illustrato sulla terra e il sistema solare che avevamo in casa, lo abbiamo guardato, letto, riletto, scarabocchiato, strappato e riattaccato con lo scotch. Nessuna di noi tre è diventata un'astronauta ma tutt'e tre sapevamo da piccole che la terra gira intorno al sole. Ah, non che fosse un problema, ma per la cronaca nessuna di noi tre è lesbica. Con lo stesso entusiasmo ho letto a dieci anni I ragazzi della via Pal, senza trovarlo noioso o fuori luogo o meno coinvolgente di Pollyanna. Eppure provate voi a consigliare un Jules Verne o un Salgari da regalare a una bambina!
Per cui, visto che purtroppo di questo tipo di battaglie c'è bisogno più che mai anche nel 2017, non mi stancherò mai di dire brava Filomena! Ce ne vorrebbero tante ma tante di più di persone intelligenti, sensibili e coraggiose come te. Ti sei decisamente meritata, oltre che un posto tra la "bella gente" di questo blog, la gioia e la soddisfazione che devi aver provato quando è entrato quel primo cliente che ha detto "Sono venuto per il caffè!" 
Tutte le foto, tranne ovviamente la locandina del film, provengono dalla pagina facebook della Libreria Controvento.