la citazione del momento

Per la nostra attuale classe dirigente, le politiche tese a far consumare di meno le persone sono molto più difficili da accettare di quelle che cercano di incoraggiarle a consumare verde. Consumare verde, infatti, significa solo sostituire una fonte energetica con un'altra, o un determinato modello di beni di consumo con uno più efficiente. La ragione per cui abbiamo messo tutte le nostre uova nel paniere della tecnologia e dell'efficienza verde è proprio perché questi cambiamenti si collocano nell'alveo sicuro della logica di mercato: di fatto, ci spingono a comprare nuove automobili e lavatrici verdi più efficienti.

Naomi Klein - Una rivoluzione ci salverà- traduttori vari - Rizzoli



lunedì 5 dicembre 2016

E ora?

Devo ammettere che è forse la prima volta che il mio voto "vince" e io non mi sento esultante dei risultati. Sia chiaro, non che mi sia pentita del mio voto, non che io non sia felice che più del 60% degli italiani, anche con le più disparate motivazioni, abbia votato NO come ho fatto io, diciamo che sono felice di aver evitato uno scempio ma davanti a me vedo il vuoto. Renzi se ne va, bene, non l'ho votato, non mi piaceva e ha fatto più danni del suo predecessore, ma certi potenziali scenari post-renziani mi spaventano non poco. Ho un po' la sensazione di mancanza di terreno sotto i piedi, ho un po' paura. E mi chiedo se, intanto, non ci toccherà davvero beccarci Padoan! E mi chiedo se, da qui alle prossime elezioni, ci sarà qualcuno di sinistra, non del pd, di sinistra, a cui io possa con entusiasmo dare il mio voto.

venerdì 25 novembre 2016

Comfort food: zuppa di verza e fagioli

È ufficialmente Natale, ve lo volevo dire. Almeno è Natale in libreria, soprattutto di domenica. Io ho iniziato il mio bel full-time temporaneo e tempo per stare al pc ne ho sempre meno.
Però mi mancate! E però non ho sufficiente tempo ed energia per parlare, ad esempio, di un reportage di Michael Pollan sull'industria alimentare statunitense, uscito un paio di mesi fa su Internazionale ma che ho letto solo ora.
Credo che manterrò un silenzio stampa anche sul referendum: il mio voto l'ho deciso (per la cronaca, è NO), ma non è stato facile capirci qualcosa, personalmente non la ritengo nemmeno materia da referendum popolare, quindi insomma non me la sento di stare a motivare nè convincere nessuno; fate voi e che dio o chi per lui ce la mandi buona.
Di arrabbiarmi per le brutture del mondo non ho voglia (mi bastano le arrabbiature al lavoro) e anche di buone notizie, gironzolando poco sul web, sono un po' a corto, a parte quella che la Svezia sta valutando una riduzione dell'iva per chi si occupa di riparazioni di elettrodomestici o biciclette (riduzione che quindi si trasformerebbe in prezzi più bassi per chi decide di far riparare piuttosto che ricomprare), incentivando quindi il riuso, ma l'ho condivisa direttamente sulla pagina facebook di dovegira.
Che resta? Una zuppa buonissima che ho cucinato la settimana scorsa mettendo insieme un po' di avanzi, e che ho rifatto oggi partendo dagli ingredienti crudi e sostituendo i fagioli con i ceci.
Ingredienti non pesati e procedimento
L'altra volta avevo della zucca cucinata in forno a cubetti con aglio e rosmarino e dei fagioli semplicemente lessati. Ho affettato un paio di spicchi d'aglio e una cipolla  e li ho messi in padella con un po' di olio e un po' di acqua. Quando si sono ammorbiditi ho aggiunto la verza tagliata a striscioline, ho sfumato con un po' di vino rosso (un avanzo pure quello :D) e lasciato ammorbidire, ho aggiunto la zucca e i fagioli, un cucchiaino di dado e poca acqua e lasciato andare a fuoco basso per una decina di minuti, finché i vari ingredienti si sono ben legati tra loro. Oggi invece ho aggiunto alla verza la zucca tagliata a dadini, i ceci lessati (e dado e acqua) e ho ovviamente lasciato andare un po' di più, finché la zucca non è diventata morbida e ha colorato tutto di arancione (mi dispiace, oggi niente foto, anche se la zuppa era più bella!). In entrambi i casi, ho rotto a pezzi grossi del pane secco e l'ho distribuito nei piatti, ho versato sopra la zuppa, ho concluso con un giro di olio crudo e mi sono goduta Fra che diceva "questa è una delle poche cose belle dell'inverno!"


lunedì 7 novembre 2016

Naomi Klein dixit

Per la nostra attuale classe dirigente, le politiche tese a far consumare di meno le persone sono molto più difficili da accettare di quelle che cercano di incoraggiarle a consumare verde. Consumare verde, infatti, significa solo sostituire una fonte energetica con un'altra, o un determinato modello di beni di consumo con uno più efficiente. La ragione per cui abbiamo messo tutte le nostre uova nel paniere della tecnologia e dell'efficienza verde è proprio perché questi cambiamenti si collocano nell'alveo sicuro della logica di mercato: di fatto, ci spingono a comprare nuove automobili e lavatrici verdi più efficienti.

Naomi Klein - Una rivoluzione ci salverà- traduttori vari - Rizzoli


Ieri sera ho visto il documentario di Leonardo Di Caprio sul cambiamento climatico, Before the flood, e l'ho trovato alquanto deludente, benchè non ci si potesse certo aspettare più di tanto da un attore americano col pallino dell'ecologia. Perchè è pur sempre un attore americano che parla agli americani e tanti americani ritengono così sacrosanta la loro famigerata libertà che distruggerebbero casa loro piuttosto che far delle rinunce per salvarla. E allora non gli si può dire "mangiate carne una volta alla settimana", gli si deve dire "sostituite il manzo col pollo"; non gli si può dire "andate a piedi o in bici che vi fa solo bene", gli si deve dire "usate benzina verde". Poi certo è vero che, come dicono da queste parti, piuttosto che niente è meglio piuttosto, ed è vero anche che da quelle parti c'è ancora chi cerca di far passare la "teoria" del surriscaldamento globale come una bufala, per cui forse già che il suo lavoro sia giunto a dimostrare che una bufala non è e che anzi non c'è più molto tempo da perdere, è gran cosa. Ma la sensazione che lui avesse molta più coscienza di quanta ne sia riuscito poi a trasmettere resta un po' frustrante: Di Caprio è una persona che potrebbe trascinare folle, che potrebbe spostare opinioni, è bello, bravo, intelligente, eppure la mia sensazione è che, per tutto il film, cerca di essere gentile con tutti e di non far arrabbiare nessuno. Peccato.
Detto ciò, vi auguo una splendida e il più possibile ecologica settimana!

giovedì 27 ottobre 2016

Il mondo non è Gorino (per fortuna)

Da ieri non si parla quasi d'altro. Da quando dei poveri mentecatti si sono sentiti forti per aver portato un po' di pallet all'ingresso della città per impedire l'accesso a un pullman che trasportava 12 pacifiche donne (se 'sti 8 bambini c'erano o non c'erano non si capisce ma è assolutissimamente ininfluente). Da quando un gruppo di paesanotti incolti si è sentito addirittura eroico e ha usato decisamente a sproposito (dovreste chiedere scusa a chi ha resistito e resiste davvero, dai nostri partigiani di ieri a quelli siriani di oggi, tanto per nominarne qualcuno) una parola come "resistenza" per indicare il proprio razzismo e la propria pochezza d'animo prima ancora che intellettuale.
Bene recitava una battuta del collettivo Spinoza di ieri: Gli abitanti di Gorino hanno negato ospitalità a una profuga incinta. Poi tutti a fare il presepe.
E io, in un raptus di puro autolesionismo, sono pure andata a leggermi un post di uno di questi poveretti, e mi ha spaventata la quantità di like, di gente che gli dava manforte, che lo chiamava eroe. Che angoscia, che brutto mondo! Quindi, poichè, nonostante il mio ottimismo, dubito che i suddetti poverini saranno mai in grado di capire alcunché, per cui trovo inutile profondersi in spiegazioni che potrebbero aiutarli a capire cosa voglia dire resistenza e contro chi dovrebbero resistere poveri coglioni sciocchini, e siccome non ce la faccio a contenere l'angoscia che mi dà il pensiero che al mondo esista cotanta gente brutta, ho deciso di andare a cercare una notizia che avevo letto tempo fa di sfuggita, e ne ho trovate addirittura due! 
La prima è questa. Vi ricordate aprile dello scorso anno, quando morirono più di 800 migranti tra la Libia e la Sicilia? Beh, un paio di ventenni tedeschi, Jakob Shoen e Lena Waldhoff, non sono più riusciti a dormirci su e, con altre sei persone, hanno dato vita all'associazione Jugend Rettet
Hanno quindi lanciato una prima campagna di crowdfunding e in sei mesi hanno raccolto più di 80.000 euro per l'acquisto di una nave. Con il contributo di due donatori anonimi, hanno quindi acquistato un peschereccio olandese di 33 metri che è stato trasformato in una nave attrezzata per soccorrere i naufraghi. Jugend Rettet, che in sei mesi ha visto un'espansione che l'ha portata dall'ufficio di Berlino a ben 39 città, ha così composto un equipaggio formato per lo scopo, composto di marinai e soccorritori professionisti e, con l'aiuto di Greenpeace e il coordinamento con la marina militare tedesca, è partita per il Mediterraneo.
È stata poi lanciata una seconda campagna di crowdfunding, per recuperare fondi per poter proseguire il lavoro e pagare un posto barca nel porto di La Valletta. Quest'ultima l'ho cercata, visto che la notizia la dà "in atto", ma la notizia è dello scorso aprile e il progetto non l'ho trovato, quindi suppongo che la campagna sia conclusa, mi auguro con lo scopo raggiunto.
Vi sentite ancora un po' giù? La mia medicina non ha ancora fatto effetto? Siete lì che scuotete il capo pensando "Eh va beh ma infatti questi qua son tedeschi, sono gli italiani quelli brutti e cattivi".
Va bene, allora la cura continua con Livio Lo Monaco, italianissimo imprenditore che, trasferitosi a Granada per amore, è diventato praticamente il re spagnolo del materasso in lattice. No, non vi voglio consolare con le altrui fortune. È che il signor Livio aveva una barca a vela di 30 metri, tale Astral, che a un certo punto (sapete come sono gli uomini di mare, parlano con le loro barche) gli ha detto qualcosa tipo: "Ma sei sicuro che io devo proprio continuare a star qui a rappresentare il sogno di ogni velista e portare in giro per il mondo te e i tuoi amici ricchi? Non è che avresti qualcosa di più utile e nobile da propormi?" E siccome si sa che i velisti amano le proprie barche più di qualsiasi altra cosa o persona, il signor Livio non è rimasto indifferente alle richieste di Astral, e ha pensato bene di affidarla a tempo indeterminato a chi l'avrebbe sapientemente utilizzata per soccorrere i naufraghi nel canale di Sicilia. Che poi aveva ben ragione di lamentarsi il povero vascello, visto che il proprietario precedente era un filantropo che l'aveva utilizzata nel dopoguerra per traghettare clandestinamente tanti ebrei dall'Europa a Israele, ci credo che non gli tornava molto fare lo yacht che porta i ricconi alle Baleari! E al primo che prova a dire che va beh, si fa presto a fare i generosi quando si è ricchi vorrei ricordare che di ricchi imprenditori è pieno il mondo, ma di ricchi imprenditori che regalano barche scarseggiamo alquanto.
Ora non lo so se vi sentite meglio, io forse un pochino sì, il sapere che per quanta gente brutta ci sia ce n'è altrettanta (ok forse un po' meno) bella dà speranza. E che quelle 300 persone se le tenessero le barricate, così non si rischia di incontrare esseri umani (umani?), diciamo, deludenti (viva il vocabolario italiano che ti dà sempre una serie di alternative alle parolacce!)

L'ho già detto che la bellezza salverà il mondo? Ripetutamente, lo so. Ma che ci posso fare, continuo a crederci, nonostante tutto.

sabato 22 ottobre 2016

La biblioteca degli oggetti

Oggi è proprio una bella giornata! Fosse anche solo perchè c'è il sole :) E come celebrare una bella giornata, oltre a svegliarsi con calma, fare una passeggiata, crogiolarsi al sole, se non con una good news?
Eccola qua! A Toronto hanno aperto una specie di biblioteca delle cose, un posto dove tu puoi prendere, che so, un avvitatore, montare le tue belle mensoline e riportarlo indietro. In questo modo hai evitato di comprare un oggetto che probabilmente non userai mai più, hai evitato di buttarlo via quando l'inesorabile obsolescenza programmata avrebbe inesorabilmente e  prematuramente decretato la sua morte e hai anche risparmiato dei soldi.
immagine tratta dal web
Non so bene come funzioni, non so se i fondatori abbiano trovato dei finanziamenti e non so nemmeno se riescano a saltarci fuori coi conti, potendo contare solo sulle quote degli abbonamenti annuali o mensili che sono richiesti per poter usufruire del servizio, però l'idea mi piace assai! E mi piace non tanto per la questione del denaro risparmiato, quanto per l'idea di condivisione che la muove. Ovvio poi che anche il discorso ecologico ha il suo peso: meno oggetti si comprano, meno oggetti si buttano, meno si asfissia il pianeta, ma credo che la condivisione sia la base sulla quale lavorare per cercare di raddrizzare questo mondo storto, credo sia il punto di partenza se si vuole cercare un'alternativa a questa economia sempre più malata. In barba al "produci, consuma, crepa", gli oggetti vengono prodotti sì, ma vengono utilizzati fino in fondo e da quante più persone possibile. Penso a quanti di noi possiedono un trapano, o a quanti nel mio quartiere, e suppongo che nessuno di noi lo usi più di dieci volte in un anno, a meno che non rappresenti uno strumento di lavoro; soprattutto sarei pronta a scommettere che non succederà mai che lo stiamo usando in due contemporaneamente: allora perchè produrre, stipare e buttare dieci trapani quando potremmo fare con uno solo?
Non so, la condivisione mi pare davvero l'unica risposta, o la migliore, all'evidente fallimento del sistema capitalistico, perchè, non so voi, ma, se misuriamo l'efficacia di un sistema economico misurando la felicità e il benessere che produce, a me pare alquanto fallito, giacchè i ricchi sono sempre più ricchi e sempre in minor numero e i poveri sono sempre più poveri e sempre più numerosi. Magari non sarebbe un passaggio così semplice: la diffidenza verso l'altro pare essere sempre maggiore, per non parlare del bisogno di possesso che spesso hanno le persone, del loro sentirsi più "sicure" quando un oggetto è tutto loro piuttosto che della comunità, ma magari le stese persone potrebbero arrivare a capire che, se la tenda da campeggio la prendono in prestito invece di comprarla, magari possono permettersi di stare in vacanza qualche giorno in più. Alla fine è sempre questione di priorità. Resta il fatto che, se una realtà come quella della biblioteca delle cose può funzionare, fosse anche solo servendo una comunità più o meno piccola, vuol dire che c'è speranza!
Buon weekend a voi, spero che il sole splenda anche sulle vostre teste.

venerdì 14 ottobre 2016

Mousse al cioccolato non facile, di più

Eccoci qua! Avrei voluto rifarla prima di postare la ricetta, così da avere qualche foto, visto che di parole non ne servono molte, ma non ne ho avuto occasione ultimamente e le immagini le ho prese dal web.
Dunque come si fa questa benedetta mousse?! Bisogna tritare al coltello 200 grammi di cioccolato fondente, portare a bollore 250 grammi di acqua, unire il tutto e frullare. Mettere in frigo e aspettare 2 o 3 ore che quella specie di bevanda al cioccolato con le bollicine si trasformi in una mousse. Ecco fatto!
L'ho mangiata
qualche tempo fa a casa di mia sorella e non ci potevo credere che fosse davvero solo acqua e cioccolato! Che poi, pensavo, si può anche aromatizzare no? Con del peperoncino il polvere, o della cannella o quel che viene in mente. Così, la seconda volta che l'ho fatta, ho messo in infusione nell'acqua dei rametti di menta fresca: ecco a voi la fichissima mousse al cioccolato e menta! Insomma vi sto regalando un figurone a sbattimento zero, quindi, prima di insultarmi perchè l'ho fatta tanto lunga, perchè ho scoperto l'acqua calda anzi bollente etc etc, per favore provatela, così 1) vi addolcite e sarete più clementi con me 2) vi passerà la voglia di insultarmi, fidatevi :)