la citazione del momento

Ciò che abbiamo appreso da questo esperimento è che gli stili di vita nati dalla modernità sono praticabili solo per una piccola minoranza della popolazione mondiale. L'esperienza storica dell'Asia dimostra che il nostro pianeta non consentirà che questi stili di vita siano adottati da tutti gli esseri umani. Non è possibile che ogni famiglia del mondo abbia due automobili, una lavatrice e un frigorifero, e non per ragioni tecniche o economiche, ma perché altrimenti l'umanità morirebbe soffocata.

La grande cecità. Il cambiamento climatico e l'impensabile. - Amitav Gosh - traduzione e cura di A. Nadotti e N. Gobetti - Edizioni Neri Pozza

martedì 16 gennaio 2018

Il mio vicino Calicanto

Un pezzo alla volta vi vorrei presentare questo nuovo posto dove il sole gira. Oggi vorrei parlarvi del vicinato. A sinistra il nostro giardino confina con quello di Giulia e Alessandro, due ragazzi splendidi, con cui andiamo così d'accordo che abbiamo tagliato un pezzo di rete di confine tra i giardini (che indicibile soddisfazione tagliare una rete in un momento in cui si alzano dei gran muri!), così che, oltre a poter transitare noi tra un giardino e l'altro senza dover passare dagli appartamenti, il vecchio gatto Arturo


può venire a prendersi due coccole di qua quando di là non c'è nessuno. Sopra di loro vive una coppia di antipatici brontoloni che in due non arrivano a sessant'anni eppure sembrano i più anziani di tutto il quartiere. Al di là del loro giardino ci sono Deborah, Davide e Diego; Davide lo vediamo poco perchè lavora di sera e quindi alle cene di vicinato non c'è mai, Deborah è una persona dolce e accogliente e Diego un simpaticissimo treenne.
A destra ci sono tre giardini più piccoli, in uno ci sta Junior, un barboncino che abbaia pure se vede passare una mosca e mette a dura prova la zenità altrui; in un altro ci sono studenti che cambiano di continuo e nell'ultimo c'è Francesco Guccini che non c'è. Eh già, siamo proprio all'angolo con quella tanto decantata via Paolo Fabbri, dove non è raro incontrare ragazzetti con la chitarra che si siedono sul marciapiedi a suonare L'Avvelenata o persone che si fanno selfie davanti al 43. Nel frattempo il buon Francesco se ne sta tranquillo e giustamente indisturbato sui colli modenesi, cosicché noi possiamo ad esempio godere dell'unico frutto che il suo melograno ha prodotto quest'anno e che, fortunelli, era attaccato a un ramo che si affaccia prepotentemente nel nostro giardino. Ora fuori non ci andiamo più spesso come quando faceva caldo, e quindi ieri sono uscita e sono stata investita da un'onda di profumo che ricorda il mughetto e il gelsomino, mi sono girata e, dal giardino degli studenti ora disabitato, si affaccia verso di noi un alberello a cui onestamente non avevo prestato grande attenzione prima (non sarei in grado di dire, ad esempio, che tipo di foglie avesse), completamente spoglio tranne che per una fila di fiorellini fitti e ordinati su ogni ramo. Ho chiesto a quel pettegolo di google informazioni su di lui e mi ha detto essere un calicanto, pianta che conoscevo di nome ma non di fatto, e che vi presento volentieri!


Finalmente un motivo per dire che l'inverno non è del tutto brutto!

martedì 9 gennaio 2018

Amitav Ghosh dixit

...l'Asia ha interpretato un altro ruolo fondamentale nel dispiegarsi della Grande Cecità, ovvero quello del sempliciotto che, attraversando goffamente il palcoscenico, si imbatte senza rendersene contro nel segreto che è la chiave di tutta la storia. Questo perché alcuni aspetti cruciali della modernità non sarebbero visibili se non li si fosse testati nell'unico continente dove le dimensioni della popolazione sono tali da poter letteralmente spostare il pianeta. E come con ogni esperimento davvero rivelatore, nessuno avrebbe creduto ai risultati, né gli asiatici né nessun altro, se non si fossero manifestati esattamente come previsto. Perché si tratta di risultati contrari alle aspettative, che fanno a pugni con i presupposti su cui da quasi un secolo si basano la nostra vita, i nostri pensieri e le nostre azioni. Ciò che abbiamo appreso da questo esperimento è che gli stili di vita nati dalla modernità sono praticabili solo per una piccola minoranza della popolazione mondiale. L'esperienza storica dell'Asia dimostra che il nostro pianeta non consentirà che questi stili di vita siano adottati da tutti gli esseri umani. Non è possibile che ogni famiglia del mondo abbia due automobili, una lavatrice e un frigorifero, e non per ragioni tecniche o economiche, ma perché altrimenti l'umanità morirebbe soffocata.

La grande cecità. Il cambiamento climatico e l'impensabile. - Amitav Gosh - traduzione e cura di A. Nadotti e N. Gobetti - Edizioni Neri Pozza

sabato 30 dicembre 2017

Auguri e buoni propositi per l'anno nuovo

Io quest'anno non vi auguro che vi succeda chissà che meraviglia o che otteniate chissà quale ricchezza, vi auguro piuttosto di riuscire a essere felici di ciò che avete già. Vi chiedo di pensarci un attimo e vi auguro di riuscire ad apprezzarlo, ché anche un tetto sulla testa e un letto caldo dove infilarsi la sera non sono scontati, né lo sono le persone che ci vogliono bene, né la possibilità di mangiare tutti i giorni e scegliere cosa indossare al mattino. Vi auguro di ricordarvene ogni volta che qualcosa vi va storto, ogni volta che desiderate qualcosa che non potete ottenere, ogni volta che vi sembra che la vita si accanisca contro di voi: basta accendere la tv o aprire un giornale (sempre che vi dicano le cose come stanno) per rendervi conto che no, non siete voi quelli contro cui la vita si sta accanendo.
E visto che questi momenti sono anche momenti di buoni propositi, il mio proposito, che in verità mi sono data da un po', è quello di coltivare la gentilezza, un hobby che consiglio a tutti! Quando a maggio ci siamo trasferiti nella nuova casa, col giardino, con la possibilità di ricominciare ad avere ospiti in casa, ero allegra tutti i giorni, mi alzavo la mattina felice della giornata che mi aspettava, per qualche mese ho vissuto a un metro da terra. E non ho mai litigato con nessuno. Ero così in pace col mondo che se per strada qualcuno mi tagliava la strada io semplicemente aspettavo che fosse passato pensando che non avevo poi fretta, se qualcuno mi trattava male cercavo di capire perchè piuttosto che arrabbiarmi e fare l'offesa, se qualche cliente in libreria aveva voglia di far questioni finiva per andarsene tranquillo dopo aver fatto acquisti e avermi pure chiesto scusa. Perchè la gentilezza chiama gentilezza, perchè la violenza si vede inadeguata e fuori luogo davanti alla gentilezza, si vergogna, si imbarazza, e si fa miseramente piccola. E così ho capito che la gentilezza può davvero cambiare il mondo. Può cambiare l'atteggiamento delle persone, il modo di vedere la vita e gli altri, può dare il passo giusto, il passo più leggero, quello che rende il cammino meno faticoso. E se lo dico io, e soprattutto se ci riesco io, anche solo metà delle volte (ché son pur sempre io, mica Gandhi), che sono rinomata per avere l'incazzo facile, per accendermi con una scintilla, ce la possono fare decisamente tutti!
Qualsiasi siano i vostri propositi e qualunque sia la nostra capacità di riuscita, buon 2018!!

venerdì 22 dicembre 2017

Torno per dirvi buon Natale

Stavolta di tempo ne è passato davvero tanto! Decisamente di più dei due mesi che abbiamo passato senza internet (maledetta fastweb, mai più mi avrai!). La casa nuova ha lasciato spazio a poco altro, il giardino da conoscere, l'orto da inventare, una casa da rendere nostra, il b&b che poi, grazie alla meravigliosa burocrazia/legislazione italiana che si contraddice da sola, non è ancora un vero b&b ma un appartamento in affitto su airbnb, che tanto ora le tasse si possono pagare anche se si è solo su airbnb per cui almeno abbiamo la coscienza a posto. E il senso di gratitudine verso un proprietario che ha avuto fiducia in noi nonostante non potessimo dimostrare granchè, verso gli amici che si sono ricordati di noi al momento opportuno, verso il destino che dopo tanto vagare ci ha condotti nel posto giusto.
Ho pensato tante volte di scrivere un post in questi mesi, poi c'era altro da fare, o non sapevo da dove iniziare, o non sapevo chi avrei trovato ad avere ancora speranza e voglia di avere mie notizie. Oggi mi sono svegliata di buonumore e piena di energia, poi a un certo punto ho avuto una telefonata con un'amica che mi ha delusa e intristita, poi qualcuno di voi si è fatto vivo solo per dirmi buon Natale (grazie Amanda, grazie Nou) e mi si è riempito il cuore di gioia e mi è venuta voglia di tornare qui per dirlo a tutti voi buon Natale! Per dirvi che vi ho letti poco (ah ma mi rimetto presto in pari!!) ma vi ho pensati ripetutamente, ora uno, ora l'altra, che anche se non sembra mi siete mancati, che vi auguro di passare dei giorni sereni, luminosi e caldi d'amore, che al di là di religioni e babbi natale vi auguro di stare con chi amate, e vi auguro che chi amate stia con voi il più a lungo possibile.

lunedì 24 aprile 2017

Di libertà riconquistate e altre novità

Sì che il lunedì sarebbe il giorno delle ricette, ma una buona notizia come questa non aspetta. Non so voi, ma io, nonostante i tanti pensieri di questi giorni, non ho passato un giorno senza dedicare almeno un pensiero a Gabriele Del Grande, e quando stamattina ho letto del suo arrivo a Bologna ho sorriso e tirato un sospiro!
disegno di Zero Calcare
E dire che non molto tempo fa parlavamo del suo film, e io stavo aspettando con ansia l'uscita del prossimo, perchè sapevo già che sarebbe stato un gran bel lavoro, perchè Del Grande è un gran bravo giornalista, e a quanto pare c'è vita sempre più dura e c'è sempre più rischio a essere un gran bravo giornalista.
E su questo argomento le riflessioni (oltre che le preoccupazioni) si sprecano. Avrei voluto parlare con voi di lui e del suo blog, e della libertà di stampa che si restringe sempre più per far spazio a dittature sempre meno velate. Non ho però intenzione di farlo, molto prosaicamente perchè non ne ho il tempo materiale. Infatti quello di oggi voleva essere un veloce salutino: va bene che non scrivo tutti i giorni, ma andando incontro a un periodo di silenzio un pochino più lungo non vorrei che qualcuno stesse in pensiero per me...Chi mi segue da più di due anni si ricorderà che la casina sul canale era una casa di emergenza e di passaggio. È stata una casina che ci ha accolti, protetti e coccolati, il cui unico difetto era quello di essere priva di balconi. Bene, il suo egregio lavoro terminerà nel giro di qualche giorno perchè, dopo più di due anni passati a cercare una casa per fare il nostro b&b, una casa perfetta a diventare un b&b ha trovato noi! E ancor più bella di quanto potessimo immaginare! Io me lo sentivo che questa primavera avrebbe portato cose nuove!! Ovviamente c'è tantissimo lavoro da fare, vi scrivo seduta in mezzo a scatoloni e mobili svuotati, da un pc che tra un po' verrà riposto e riaperto chissà quando: ora è tempo di lavori fisici, è tempo di sporcarsi di vernice e di terra (sì, di terra del mio giardino!), e per i "fondamentali digitali" mi farò bastare il cellulare. Vi leggerò ogni volta che potrò, rimarrò indietro sicuramente, ma vedrò di recuperare quando il ritmo delle mie giornate sarà tornato più "normale".
Per ora vi auguro una splendida settimana e un buon proseguimento di primavera. E spero di ritrovare al mio ritorno lo stesso bel campo di girasoli :)

lunedì 10 aprile 2017

Ridi ridi che ho fatto gli gnocchi alle ortiche

Finalmente dallo scorso martedì i colori del mercato hanno iniziato a cambiare! I contadini che ancora avevano qualcosa da portare, offrivano le ultime patate, porri in quantità, lattughe varie, radicchi, e ancora porri e ancora lattughe e radicchi. Martedì scorso invece è tornato il nostro adorato Giuseppe, con le sue scocche rosse e le manone grandi e callose che mi danno tanto senso di fiducia e protezione :) E con le prime piccole zucchine col fiore, con gli asparagi, i cipollotti freschi...e ovviamente con porri e lattuga! 
La signora delle mele invece ha aggiunto alla sua merce una cassetta piena di ortiche raccolte il giorno stesso nei pressi della sua fattoria. Presa dalla voglia di rinnovare il contenuto del frigo ne ho comprata una bella manciatona. Lo so che sarebbe stato più poetico e più "dovegira" raccontarvi che sono andata a camminare col mio bel panierino da riempire di erbe selvatiche, ma no, per quest'anno ancora non ho tirato fuori gli scarponcini da trekking e tanto tempo fa qualcuno mi ha detto che le bugie non si dicono, quindi l'ortica ve la fate piacere anche comprata :)
E insomma, quando si cucina l'ortica, i primi passaggi sono obbligati: infilare un paio di guanti, staccare le foglie dal gambo, lavarle sotto acqua corrente e calarle per qualche minuto in acqua bollente, così che perdano l'effetto urticante. Dopodiché ci si chiede "e ora?" Personalmente, l'ortica non fa parte della mia tradizione culinaria familiare, per me da piccola era solo sinonimo di "ahi, era ortica accidenti, ahiahiahi mammaaaaaaa!", per cui è una continua sperimentazione e, siccome l'altro ieri era un bel sabato di sole e avevo voglia di un pranzo "della festa" prima di andare a lavorare e rendermi conto che festa non era, ho pensato "gnocchi!" Mi sono fatta un'idea pensando agli gnocchi di patate di mia madre e leggendo qua e là sul web e ho proceduto così.

Ingredienti:
un bel mazzettone di ortiche
4 patate grosse (erano circa mezzo kilo)
150 gr di farina di frumento di tipo 1
una manciatina di sale
Secondo me le dosi sarebbero tranquillamente per 3 persone, anche 4 a fare i fighetti (e magari però mangiare anche un secondo), ma noi siamo riusciti a farli fuori tutti in 2 :D

Procedimento:
Le ortiche le abbiamo già sbollentate qualche riga più su. Lessare anche le patate e passarle allo schiacciapatate, tritare l'ortica e unirla alle patate, aggiungere poi il sale e la farina un po' alla volta. Lavorare l'impasto con le mani e formare poi quei simpatici serpentelli da tagliare a tocchetti che andranno a riposarsi su un vassoio infarinato.
Fra in cucina è sempre collaborativo :)
Credo di non insegnarvi niente dicendovi che, per cuocere gli gnocchi, bisogna calarli in acqua bollente e tirarli fuori man mano che vengono a galla, ma non si sa mai!
Noi li abbiamo conditi con dell'olio d'oliva che abbiamo fatto insaporire in padella con due spicchi d'aglio, foglie di salvia, qualche rametto di timo e un rametto di rosmarino. Come direbbe mio padre, speciali!!
Buona nuova settimana girasoli!